Ho letto su molti blog, le diverse posizioni dei vari blogger italiani sul caso Vividown e Google.
Dei ragazzi pubblicano un video su YouTube mentre insultano e picchiano un minore affetto da sindrome di Down, Google leva il video e aiuta la polizia a riconoscere i ragazzi.
Fin qui tutto chiaro, ma alla fine sembra che responsabili dei video caricati siano anche i tre dipendenti Google che non hanno nè filmato, nè caricato il video, ma perchè penalmente responsabili per attività illecite commesse da terzi.
Concordo con chi, come Luca de Biase parla di arretratezza della legge italiana di fronte alle nuove tecnologie.
YouTube è un po’ come una discoteca, dove la gente balla, si diverte, ma c’è anche chi fa girare pasticche. In questo caso i proprietari della discoteca c’entrano?
Credo che quanto sta accadendo ora stia facendo riflettere molto, non solo all’interno dei confini italiani. Soprattutto, non credo stiamo facendo una bella figura all’estero.
Questo è il post sul blog della google: http://googleblog.blogspot.com/2010..
Nessun articolo collegato.











![[Rogopag] La ricotta](http://farm4.static.flickr.com/3331/3496682400_0b7ae1d226_s.jpg)













8 responses so far ↓
1 falcon82 // Feb 25, 2010 at 2:23 pm
Nel caso delle discoteche però esiste una sorta di responsabilità oggettiva da parte del proprietario del locale, tant’è vero che se in un locale si consuma o spaccia roba illegale le forze dell’ordine possono sequestrarlo
2 falcon82 // Feb 25, 2010 at 2:27 pm
(il locale, non il proprietario)
3 Gio // Feb 25, 2010 at 3:23 pm
(mi riferisco all’autore, ma vorrei rivolgermi a tutti…)
Questo parere è autorevole proprio perché tu, Nicola, per la tua storia, per la tua giovane età, per i tuoi interessi e passioni, testimoni che c’è un modo di trattare tutte le cose con la dovuta attenzione, senza lasciarsi dominare dal mezzo, ma usandolo al meglio per il bene comune.
Grazie.
4 Ryuichi // Feb 25, 2010 at 5:35 pm
Ciao Nicola ^_^
Devo dire che questa faccenda ha colpito molto anche me. Mi è capitato un caso analogo su Nanoda: gli utenti caricavano wallpaper dei loro personaggi manga preferiti.
Sono stato richiamato da VIZ/Shueisha, la casa giapponese proprietaria dei diritti su quelle opere. Nonostante il materiale sia stato caricato dagli utenti, che sono diverse migliaia ogni giorno, Shueisha mi ritiene responsabile per qualsiasi cosa appaia sul sito.
Pensavo che questa fosse una mentalità tipicamente giapponese, ma a quanto pare è anche tutta italiana.
Spero che questo non crei un pericoloso precedente perché, a questo punto, tutto è denunciabile e tutto è responsabilità del proprietario del sito: chi avrà mai voglia di creare una community se ogni giorno deve controllare i messaggi di 20.000 utenti?
5 Nicola Greco // Feb 25, 2010 at 8:28 pm
@Ryuchi grazie per il tuo commento. A questo punto però, dovrebbe chiudere internet, basta che qualche pazzo carica contenuti non legali e piano piano stanno tutti in galera..
6 Sweet Talk.it » Blog Archive » A volte fare le cose bene può essere una colpa // Feb 25, 2010 at 11:23 pm
[...] http://nicolagreco.com/youtube-vividown/2010 [...]
7 Potacchione // Feb 25, 2010 at 11:58 pm
Mi sembra di capire che le motivazioni della sentenza non siano ancora note. Secondo l’ipotesi più gettonata la condanna potrebbe essere dovuta al comportamento omissivo di google nel rimuovere il filmato una volta segnalato.
Qui inoltre http://attivissimo.blogspot.com/2010/02/sentenza-google-niente-panico.html si dice che la legge italiana non sia poi così inadeguata anche se sinceramente non ho approfondito.
8 Marilena // Feb 27, 2010 at 3:56 pm
Dietro la sentenza c’è una prima una chiara ignoranza di come funziona un sito (la maggior parte delle persone crede che Google = Internet e non sa neanche riconoscere la pubblicità da un contenuto) e secondo la classica usanza del “non colpire i veri responsabili”. Si preferisce colpire la “grande azienda”, lo stato, l’entità astratta e non ben determinata.. piuttosto che ammettere che il reato è fatto “da tuo figlio”. Alla fine è la tecnologia che è cattiva, non l’essere umano che è un delinquente. Vabbè..
Leave a Comment