E’ consigliata la lettura di questo post in inglese prima di leggere questo!
Ultimamente sto riprendendo, come dice Marileda, uno stile di vita molto slow-blog e molto happy-twitter-user. Mentre c’è chi scrive post e post su come utilizzare twitter (consigliati alla lettura ai i nuovi twitters), io vi parlo degli SlashTags, una nuova microsintassi per Twitter per rendere i nostri tweets più di un semplice concentrato di informazione.

Gli hashtags, ormai diventati una moda su twitter, sono quelle parole precedute da un hash o cancelletto “#” che servono per taggare quindi per categorizzare il nostro tweet. Spesso gli hashtags sono utilizzati per tenere traccia di un certo argomento o di eventi. A questo punto viene spontaneo chiedersi cosa sono gli slashtags.
Sul mio blog tecnico in inglese, WorkingViral (che sta acquisendo una buona popolarità ultimamente), ho scritto un post molto dettagliato e molto all’avanguardia sugli slashtags, una sorta di evoluzione degli hashtags.
Cosa sono gli slashtags?
Sure you might have never listened this word, but you can understand I’m speaking about using slash “/” in tweets. Who comes from IRC world, already knows that slashes are commands ( Slash + a word like /join ). Here examples of using SlashTags. There is a project about this new kind of microsyntax, you can collaborate or just read all about Slashtags in this wiki
Si tratta infatti di utilizzare gli slashtags quindi dei comandi con lo slash per precisare delle azioni. Non sono quindi altro che parole da aggiungere a fine tweet. Come si legge su WorkingViral o sul blog di Chris Messina, vi sono diversi tipi di slashtags, tutti raccolti in questo wiki.
Tra questi c’è /via per dire da dove è stato preso il tweet che si è postato (una specie di RT per intenderci), ma anche /cc per mettere uno o più twitters in copia del tweet. Ma anche /thx che è molto carino, serve per ringraziare qualcuno. Sul post nel mio blog in inglese ne ho proposto uno anche io. Da buon FriendFeed user, ho proposto /like.
Esempi pratici dell’uso degli slashtags:
Ho risolto i miei errori su WordPress /thx @nicolagreco @wolly
Sabato 19 Dicembre c’è l’XmasCamp09 ! /via @siskaceska
Chris Messina, inventore degli hashtags e promotore degli slashtags mi scrive inoltre un commento sul post in inglese, che riporto qui per far comprendere il concetto e l’uso pratico degli hashtags
One point I’ll make about slashtags and pointers is just that: they’re intended to *point* at something else. In other words, they take an indirect object — whether an author, a recipient, or a source (among others).
Nessun articolo collegato.











![[Rogopag] La ricotta](http://farm4.staticflickr.com/3331/3496682400_0b7ae1d226_s.jpg)













6 responses so far ↓
1 Fabio Lalli // Dec 14, 2009 at 1:19 am
Ciao Nicola. Trovo molto interessante l’idea di una microsintassi informativa (e non classificativa) . Secondo me sarebbe utile anche l’inverso. Una cosa tipo dlike (i dont like) affinchè si possa segnare anche qualcosa che non piace e non per forza qualcosa che piace. No?
2 Fabio Lalli // Dec 14, 2009 at 1:20 am
…aggiungo: magari utilizzare il segno – per negare (Esempio: /-like)
3 Nicola Greco // Dec 14, 2009 at 1:37 am
Sicuramente! Questa idea è da segnalare nel wiki http://microsyntax.pbworks.com/ :)
4 Fabio Lalli // Dec 14, 2009 at 1:48 am
Ho fatto richiesta dell’account di accesso. Come posso inserisco anche quella che ti dicevo relativa a /CC [NomeLista] oppure /VIA [NomeLista]
5 Gli slashtags su Twitter | .iFABIOLALLI // Dec 14, 2009 at 2:16 am
[...] di parlare qualche minuto con @NicolaGreco dopo aver letto il suo post in italiano relativo agli slashtags e lo stesso, approfondito, anche in inglese sul sito [...]
6 Filippo Mangione // Dec 14, 2009 at 9:54 pm
Questa microsintassi moltiplica le possibilità di un mezzo già molto potente quale è Twitter. Davvero notevole.
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