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	<title>Nicola Greco &#187; ragazzi e internet</title>
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		<title>Rispondendo alle tweet-questions relative a Capitale Digitale</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcamp/eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Capitale digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[ragazzi e internet]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;evento di Capitale Digitale, Under21/Nativi digitali, del quale vi parlavo nel post precedente, ha fatto nascere diverse discussioni. Oltre alle domande di Riccardo Luna e di Michel Martone, sono state poste delle domande dalla platea, e come ovviamente ci si poteva aspettare, molte domande sono arrivate via internet e tramite i vari social network. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;evento di <a href="http://www.facebook.com/capitaledigitale">Capitale Digitale</a>, Under21/Nativi digitali, del quale vi parlavo <a href="http://nicolagreco.com/2009/11/27/valore-alle-idee/">nel post precedente</a>, ha fatto nascere diverse discussioni. Oltre alle domande di Riccardo Luna e di Michel Martone, sono state poste delle domande dalla platea, e come ovviamente ci si poteva aspettare, molte domande sono arrivate via internet e tramite i vari social network. Di queste solo a poche abbiamo potuto rispondere <em>in-diretta</em>.</p>
<p>Tra le domande che mi sono state segnalate e tra quelle che ho <em>rintracciato</em> su twitter, ho trovato queste molto interessanti.<span id="more-152"></span></p>
<h4>Quanto conta studiare matematica per essere un programmatore?<br />
<em>di @<a href="http://twitter.com/DillingerTwitt/statuses/5830576892" target="_blank">DillingerTwitt</a></em></h4>
<p>Sicuramente tanto. La matematica che si studia nella scuola superiore è forse lontana dalla programmazione, ma sicuramente aiuta. La mia esperienza è stata <strong>l&#8217;esatto opposto</strong> della domanda. La programmazione mi ha aiutato molto nella matematica. Ad esempio, scrivevo funzioni in PHP ancor prima di sapere cosa fosse una funzione in matematica. Per lo studio della matematica il saper sviluppare mi ha aiutato molto, ancora mi aiuta. Non credo comunque che programmazione sia solo matematica.</p>
<h4>Il no-profit e internet: ma il no-profit e il digitale possono avere un futuro? o solo si possono fare soldi sul web ?<br />
<em> di @<a href="http://twitter.com/LiberaReggio/statuses/5830427893" target="_blank">LiberaReggio</a></em></h4>
<p>Sicuramente tutto ciò che è no-profit continuerà ad esistere. Basti pensare a Wikipedia, il classico esempio, il software libero, siti universitari, studi e ricerche. Io ho sviluppato (per studio e per passione), diverse (un bel po&#8217;) righe di codice per <a href="http://bp-dev.org">http://bp-dev.org</a>, la prima comunità internazionale di sviluppatori per BuddyPress, rilasciando quel codice sotto GPL, il tutto è no-profit ovviamente.</p>
<h4>Cosa si troveranno di fronte i vostri figli ?<br />
<em> di @<a href="http://twitter.com/_pius_/statuses/5831729091" target="_blank">_pius_</a></em></h4>
<p>Parlare di figli forse è ancora troppo presto, no? Tra due anni internet e il mondo digitale sarà come oggi? Figuriamoci tra 20 anni.</p>
<h4>Come deve adattarsi l&#8217;istruzione italiana per favorire i nativi digitali ?<br />
<em> di @<a href="http://twitter.com/tinhangliu/statuses/5831802774" target="_blank">tinhangliu</a></em></h4>
<p>I nativi digitali di oggi, sono i ragazzi, gli adolescenti, gli universitari. Favorire i nativi digitali vuol dire aiutare i giovani. Non credo che la scuola possa stare al passo con le tecnologie, sicuramente deve <em>insegnare</em> ad utilizzarle e <strong>soprattutto <em>iniziare</em> ad utilizzarle</strong>. Ma ultimamente sembra che nessuno aiuti i giovani e nessuno capisca che bisogna investire nelle scuole che formano i ragazzi che saranno gli adulti del domani.</p>
<h4>Che ne pensate del fatto che internet venga spesso demonizzato dai media tradizionali?<br />
<em> di @<a href="http://twitter.com/r0by/statuses/5831859094" target="_blank">r0by</a></em></h4>
<p>La notizia del ragazzo che pubblica un video di atti di bullismo fa sicuramente audience. Fortunatamente internet è molto altro. Bisogna essere aperti e non seguire alla lettera le cose che dicono gli altri. Forse questo consiglio, che <a href="http://friendfeed.com/enricogreco">qualcuno</a> tempo fa mi ha dato, è uno dei più importanti. Vale per tutto. Se internet fosse qualcosa di negativo, nessuno starebbe ancora qui ad utilizzarlo.</p>
<p>Spero di essere stato chiaro in tutte le risposte. Grazie per le domande. Per qualsiasi cosa basta una @reply su twitter a @nicolagreco. Mi trovate su <a href="http://twitter.com/nicolagreco">http://twitter.com/nicolagreco</a>.</p>
<p>PS: Chiedo scusa a TinHangLiu, che ho aggiunto nel suo nome una <em>g</em> in più :)</p>
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		<title>Come si vivono i 15 anni su Facebook</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 10:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Denunce su Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[ragazzi denunciati]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Avere 15 una volta era andare andare al parco, studiare e aiutare i genitori in casa e nel lavoro&#8221; è ciò che dice un genitore al figlio dopo aver sentito la notizia al telegiornale della professoressa che denuncia gli alunni che su Facebook hanno aperto un gruppo contro di lei. Che non è un gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Avere 15 una volta era andare andare al parco, studiare e aiutare i genitori in casa e nel lavoro&#8221; è ciò che dice un genitore al figlio dopo aver sentito la notizia al telegiornale della <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo458137.shtml">professoressa che denuncia gli alunni</a> che su Facebook hanno aperto un gruppo contro di lei. Che non è un <a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/milano-gli-studenti-lo-criticano-su-facebook-e-il-pm-bacchetta-il-prof-perche-li-denuncia/1650061">gruppo di critica</a>, ma un gruppo di insulti e offese.</p>
<p>A quanto pare, avere 15 anni oggi, dopo ciò che dicono sul telegiornale, sembra significare essere vittima di bullismo o essere un teppista, o <em>perlomeno</em> squilibrato. Sembra che il 15enne teppista non si fermi nella vita reale, tanto da arrivare su internet come abbiamo visto su YouTube e <a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/94576">i video che sono stati denunciati</a>.</p>
<p>A mettere in cattiva luce internet in rapporto con i giovani, mancava solo chi <strong>crea gruppi su Facebook contro i professori</strong>.<br />
<span id="more-47"></span><br />
Come ha scritto ieri <a href="http://dottorblaster.it/2009/08/internet-non-e-un-diario-segreto/">dottorblaster</a> sul suo blog, <strong>la maggior parte dei giovani, crede che internet sia un gioco, che finisce spegnendo il computer</strong>. In Italia manca l&#8217;educazione e le regole di utilizzo di internet e dei social network. La maggior parte dei ragazzi crede infatti che internet, essendo virtuale, è un mondo distaccato da quello reale. Senza regole e nessuno che controlli.</p>
<h3>La legge è uguale per tutti e ovunque</h3>
<p>Sfortunatamente non siamo nel paese dei balocchi, e come è illegale vendere droga su internet e nella vita reale, come è reato rubare le chiavi di casa di una persona e rubare i dati su internet, offendere una persona su internet è come offenderla dal vivo. Peggio. Su internet cosa c&#8217;è scritto resta. E&#8217; inutile dire, &#8220;eh beh io lo cancello&#8221;, il tempo di cancellare e già tutti sanno ciò che si è scritto e ciò che si ha pubblicato.</p>
<p>Se io condividessi su Facebook, &#8220;<em>Io amo dormire tutto il giorno e non studiare e non lavorare</em>&#8220;, quando mai potrò diventare manager di una grande azienda? Qualcuno c&#8217;è riuscito, ma è un&#8217;altra storia.</p>
<h3>La professoressa ha fatto bene a denunciarli?</h3>
<p>Mi spiace dirlo, perchè in genere sto sempre dalla parte dei ragazzi, ma questa volta la professoressa ha avuto ragione. Ora sono stati sfortunati quei ragazzi, ma almeno tutte le prossime future &#8220;vittime di denuncia&#8221; ci penseranno due volte prima di pubblicare qualcosa su internet.</p>
<h3>Come si vivono 15 anni su internet?</h3>
<p>Purtroppo è questo che non va bene, fare di tutta l&#8217;erba un fascio. Essere adolescenti su internet vuol dire per la maggiorparte dei ragazzi usufruire dei social network e chattare. Condividere le cose che piacciono e le <em>ragazzate</em> che si fanno. </p>
<p>Sono solo quelli che esagerano, che non capiscono dove finiscono i limiti che poi appaiono in televisione. </p>
<p>Ci sono poi ragazzi, che amano la tecnologia o fanno un utilizzo moderato e buono di internet, ossia sfruttano internet per quello che è, un importante mezzo di comunicazione. Chi promuove la propria musica ad esempio.</p>
<p>Pubblicare su internet è qualcosa di scritto e che resta. Questo va imparato e soprattutto insegnato. Va insegnato anche che internet <strong>non è senza leggi</strong>, e che non è perchè hai solo i tuoi amici su facebook, ciò che pubblichi lo vedi solo tu e la tua cerchia di amici.</p>
<p>Però attenzione, in tutto questo c&#8217;è una cosa che apprezzo e forse andava presa in maggior considerazione, i ragazzi della professoressa di Milano, si sono scusati pubblicamente.</p>
<p>Post ispirato da &#8220;<a href="http://scorfano.wordpress.com/2009/08/22/avere-quindici-anni-ai-tempi-di-facebook/#comment-4437">avere quindici anni ai tempi di facebook</a>&#8221; di <a href="http://scorfano.wordpress.com/">lo scorfano</a></p>
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