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	<title>Nicola Greco &#187; limiti</title>
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		<title>A volte sono scelte, a volte sono i limiti</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 22:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Greco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni post-Venice Session, post-Capitale digitale (ve ne parlerò presto, anche se quanto scritto da Marco Massarotto è davvero esauriente), sono stato a contatto con persone e situazioni che mi hanno fatto riflettere molto. Riflettere principalmente sulla lingua e sui limiti del non-parlare inglese, soprattutto in quest&#8217;era, dove essere cittadino di internet, vuol dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni post-<em>Venice Session</em>, post-<em>Capitale digitale</em> (ve ne parlerò presto, anche se quanto scritto da <a href="http://marcomassarotto.com/2009/11/19/i-digital-natives-ci-interessano-perche-sono-giovani-o-perche-sono-bravi/">Marco Massarotto</a> è davvero esauriente), sono stato a contatto con persone e situazioni che mi hanno fatto riflettere molto.</p>
<p>Riflettere principalmente sulla lingua e sui <strong>limiti del non-parlare inglese</strong>, soprattutto in quest&#8217;era, dove essere <em>cittadino di internet</em>, vuol dire essere cittadino del mondo.<span id="more-134"></span></p>
<p>Tutto inizia tempo fa, quando come sviluppatore di estensioni di WordPress e BuddyPress per partecipare nei forums di discussione per comunicare con gli altri ero <em>costretto</em> a parlare in inglese, e quindi tutti i miei progetti come la <a href="http://bp-dev.org">comunità internazionale di sviluppatori</a> che ho seguito, sono stati <strong>in lingua inglese per <em>necessità</em></strong>.</p>
<p>Alla cena del Venice Sessions a tavolo con vari relatori e organizzatori, ho capito quanto nel futuro, ma anche nel presente, non sapere l&#8217;inglese vuol dire essere fuori da una parte <em>di</em> mondo. Eravamo tutti italiani, ma sono bastate due persone di lingua inglese, che il nostro tavolo è diventato anglofono. Due persone per far parlare tutti in inglese. Non credevo fosse così potente.</p>
<p>Un&#8217;altra situazione dalla quale ho appreso molto è stata a Capitale Digitale quando ho conosciuto e ho confrontato le mie idee, le mie esperienze con <a href="http://danielbru.com">Daniel</a>, il CEO 16enne di San Francisco. Non ha nessun limite, non solo a livello di <em>comunicazione</em>.<br />
Parlando abbiamo scoperto che non facciamo cose diverse quindi su internet siamo molto simili, ma viviamo in due realtà diverse. L&#8217;inglese gli permette di conoscere tante persone anche in rete con molta più facilità. Per quanto possa conoscere l&#8217;inglese, il mio è sempre inglese scolastico, se non un po&#8217;di più, ho avuto modo di conoscere anche io molte persone. E&#8217;diverso, non è detto che sia sempre una cosa negativa.</p>
<p>Conoscendo quindi tante persone in Italia, in questo caso parlo di persone che conosco su internet (e anche nella vita offline, perchè no?), sono un po&#8217;costretto ad esprimermi in italiano, ma allo stesso tempo, per non perdere i contatti con le persone non-italiane sono anche un po&#8217;costretto a parlare in inglese.</p>
<p>Questo post/riflessione nasce da <a href="http://twitter.com/nicolagreco/status/5955560901">una mia domanda su twitter</a>, dove chiedo in che lingua dovrei scrivere sul mio blog personale. Di risposte ne ho ricevute diverse, alcune molto stimoltanti. Questo blog è il mio blog personale, il mio blog tecnico è WorkingViral, ma ve ne parlo presto.</p>
<p>Ho deciso di scrivere in italiano qui, per non perdere le persone che già mi seguono e in inglese, com&#8217;è ovvio, sul blog tecnico (blog professionale, come dice qualcuno).</p>
<p><strong>A volte sono scelte</strong>, quando siamo noi a scegliere, <strong>a volte sono i limiti</strong>, i nostri limiti imporci cosa scegliere. Aveva ragione <a href="http://conversational.it">Pavolini</a>, quando mi diceva &#8220;<em>Vai tranquillo, l&#8217;inglese del business è molto più facile</em>&#8220;, scrivere a mano libera su un blog personale potrebbe essere un po difficile.</p>
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