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Come si vivono i 15 anni su Facebook

August 23rd, 2009 · 6 Comments · Riflessioni, Social Networks

“Avere 15 una volta era andare andare al parco, studiare e aiutare i genitori in casa e nel lavoro” è ciò che dice un genitore al figlio dopo aver sentito la notizia al telegiornale della professoressa che denuncia gli alunni che su Facebook hanno aperto un gruppo contro di lei. Che non è un gruppo di critica, ma un gruppo di insulti e offese.

A quanto pare, avere 15 anni oggi, dopo ciò che dicono sul telegiornale, sembra significare essere vittima di bullismo o essere un teppista, o perlomeno squilibrato. Sembra che il 15enne teppista non si fermi nella vita reale, tanto da arrivare su internet come abbiamo visto su YouTube e i video che sono stati denunciati.

A mettere in cattiva luce internet in rapporto con i giovani, mancava solo chi crea gruppi su Facebook contro i professori.

Come ha scritto ieri dottorblaster sul suo blog, la maggior parte dei giovani, crede che internet sia un gioco, che finisce spegnendo il computer. In Italia manca l’educazione e le regole di utilizzo di internet e dei social network. La maggior parte dei ragazzi crede infatti che internet, essendo virtuale, è un mondo distaccato da quello reale. Senza regole e nessuno che controlli.

La legge è uguale per tutti e ovunque

Sfortunatamente non siamo nel paese dei balocchi, e come è illegale vendere droga su internet e nella vita reale, come è reato rubare le chiavi di casa di una persona e rubare i dati su internet, offendere una persona su internet è come offenderla dal vivo. Peggio. Su internet cosa c’è scritto resta. E’ inutile dire, “eh beh io lo cancello”, il tempo di cancellare e già tutti sanno ciò che si è scritto e ciò che si ha pubblicato.

Se io condividessi su Facebook, “Io amo dormire tutto il giorno e non studiare e non lavorare“, quando mai potrò diventare manager di una grande azienda? Qualcuno c’è riuscito, ma è un’altra storia.

La professoressa ha fatto bene a denunciarli?

Mi spiace dirlo, perchè in genere sto sempre dalla parte dei ragazzi, ma questa volta la professoressa ha avuto ragione. Ora sono stati sfortunati quei ragazzi, ma almeno tutte le prossime future “vittime di denuncia” ci penseranno due volte prima di pubblicare qualcosa su internet.

Come si vivono 15 anni su internet?

Purtroppo è questo che non va bene, fare di tutta l’erba un fascio. Essere adolescenti su internet vuol dire per la maggiorparte dei ragazzi usufruire dei social network e chattare. Condividere le cose che piacciono e le ragazzate che si fanno.

Sono solo quelli che esagerano, che non capiscono dove finiscono i limiti che poi appaiono in televisione.

Ci sono poi ragazzi, che amano la tecnologia o fanno un utilizzo moderato e buono di internet, ossia sfruttano internet per quello che è, un importante mezzo di comunicazione. Chi promuove la propria musica ad esempio.

Pubblicare su internet è qualcosa di scritto e che resta. Questo va imparato e soprattutto insegnato. Va insegnato anche che internet non è senza leggi, e che non è perchè hai solo i tuoi amici su facebook, ciò che pubblichi lo vedi solo tu e la tua cerchia di amici.

Però attenzione, in tutto questo c’è una cosa che apprezzo e forse andava presa in maggior considerazione, i ragazzi della professoressa di Milano, si sono scusati pubblicamente.

Post ispirato da “avere quindici anni ai tempi di facebook” di lo scorfano

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  1. Facebook è apertamente chiuso

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6 responses so far ↓

  • 1 tommy91 // Aug 23, 2009 at 12:08 pm

    Sti ragazzi non capiscono nnt! Come fai a scrivere male della professoressa mandandogli le peggio offesee su internet dove tutti vedono e tutt leggono?

    Facebook è il grande fratello di interente, è come se glielo urlassi davanti, anzi era meglio urlarglielo davanti!

  • 2 Tomba delle menti ignote. » iKoala // Aug 23, 2009 at 3:04 pm

    [...] Che pensiero profondo! Ho letto questo questo questo ed ancora questo. Ed ecco cosa ne penso a riguardo. Pensiero [...]

  • 3 Bono // Aug 23, 2009 at 3:54 pm

    hai completamente ragione. i ragazzi non capiscono più quando c’è un limite a offese gratuite verso le altre persone, ormai non pensano più…non usano più il loro cervello.

    Ormai il computer è alla portata di tutti, ma se gli vai a dire che linux è meglio di windows ti impilano di nomi perchè dicono che è difficile da usare (effettivamente se al posto di start hai una “K” potrebbero confondersi…no?)

    Come dicevi anche sul tuo post perchè i giovani non usano twitter? semplicemente perchè hanno facebook, fanno i gruppi contro gli insegnati ma anche per inneggiare al fascismo o al razzismo (e qui non parlo solo di 15enni…), ma sembra sempre un mondo staccato quello delle regole…
    dove andremo a finire?

    scusa per il commento lungo…:-D

  • 4 Nicola Greco // Aug 23, 2009 at 7:19 pm

    @Bono, ti ringrazio per il commento lungo, anzi riassume in pieno questo post e il post precedente.

    Il discorso di Linux è inutile non solo i giovani non capiscono.

    Dove andremo a finire? Chissà, basta accendere il telegiornale e sperare che ci sia qualche notizia buona al riguardo

  • 5 Bono // Aug 23, 2009 at 7:37 pm

    guarda, io nella TV ormai non ci spero molto…
    ci propinano sempre più programmi spazzatura, reality show, eccetera…
    poi sfido chiunque a sostenere che voyager è un programma di scienza serio…
    scusa l’off topic

  • 6 karoo // Sep 7, 2009 at 7:58 am

    Hai decisamente ragione.
    Purtroppo e per fortuna internet è uno strumento potente ed è destinato a diventarlo ancor più di quanto possiamo immaginare.
    Come è successo per tecnologie analoghe, quella che manca è una cultura di internet, ovvero una linea guida comunemente accettata ed insegnata a tutti gli utenti.
    La diffusione del mezzo richiederebbe ormai un vero e proprio insegnamento a scuola, ma se le cose non sono cambiate nell’ultimo decennio, nelle aule di informatica si studia al massimo il Pascal, linguaggio interessante ma abbastanza inutile al 70% degli studenti.
    Come sempre i ragazzi, almeno fino ai 15 anni, sono più che altro la somma degli insegnamenti che li vengono proposti.

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